Nella seconda quindicina di luglio abbiamo trascorso un po’ di giorni nel Salento, con sosta tattica a Matera, città sicuramente unica e, per certi versi, sorprendente: quello che ci spiazza di Matera ma anche del Salento, è la capacità di farti sentire a casa: la gente, ospitale e mai invadente, i paesaggi, la buona cucina: tutto ha contribuito a rendere così speciale questa vacanza, a farci rilassare nonostante il contachilometri alla fine segnava 2650 o giù di lì
Matera quindi, dove abbiamo alloggiato nei Sassi, un luogo straordinario e deprimente al tempo stesso, se si pensa che fino agli anni ’50 era abitato, e senza nessun comfort (per noi, su tutti, aria condizionata e deumidificatore…); giusto il tempo di trascorrere una piacevole cena tipica con Chiara e gli altri amici del posto e via, verso sud, Gallipoli e il suo centro storico ci aspetta
Superiamo Taranto, Manduria (terra del vino primitivo), non facciamo in tempo ad apprezzare quanto è carino il b&b che abbiamo scelto, che già ci tuffiamo nelle acque dello Ionio, nella spiaggia della Purità a Gallipoli
La colazione, servita sulla terrazza che domina proprio la spiaggia, vale il costo della stanza: il panorama è unico, vorremmo trattenerci molto più del tempo di una veloce colazione, ma c’è tanto da vedere, il mare e le spiagge in primis
Punta della Suina, mare turchese e Lido con un ottimo sottofondo musicale a metà tra il jazz e la musica brasiliana; Porto Selvaggio, dove la fatica della camminata (soprattutto la risalita al pomeriggio) è ripagata dalla caletta che si fa largo nella pineta che la sovrasta: occhio che qui l’acqua è veramente "diaccia", per le sorgenti di acqua dolce: e poi Pescoluse, le "Maldive del Salento", Lido degli Angeli, Torre dell’Orso, Punta Pizzo…
Di sera, cerchiamo la pizzica ma troviamo rock e flamenco a Melpignano, durante la notte bianca: oppure visitiamo il borgo di Specchia, dove ci concediamo anche una bella grigliata di carne alla trattoria La Bettola: oppure trascorriamo la serata nelle stradine di Otranto, con visita al castello Aragonese, che tra l’altro ospita una mostra di opere di Picasso
Approfittando di una giornata un po’ meno afosa ci facciamo stupire da Lecce: devo dire che l’appellativo "la Firenze del sud" non è molto azzeccato, ma il centro storico è veramente bello e vale sicuramente una visita anche se fa caldo: al nostro ritorno a Gallipoli ci facciamo catturare dalla ressa di fronte ai pescherecci, appena rientrati dalla battuta di pesca: ci spiace veramente non avere un fornello per provare a cucinare un po’ di pesce freschissimo e a buon mercato!
Quasi a voler prolungare la vacanza ci fermiamo anche a Ostuni e Locorotondo sulla strada del ritorno… ma è tempo di rientrare …
Un po’ di indicazioni in stile "Lonely Planet":
Dormire: Residence ‘San Pietro Barisano’ (Matera) – B&B ‘Corte Manta’ (Gallipoli)
Mangiare: Ristorante ‘Le Lucanerie’ (Matera) – Norcineria alimentari ‘La Capa Gira’ (Matera) – Trattoria ‘Da Olga’ (Gallipoli) – Trattoria ‘La Bettola’ (Specchia) – Locanda ‘A Casa Tu Martinu’ (Taviano)
Spiaggia attrezzata: Lido Punta della Suina – Lido Pizzo
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La velocità di crociera è di 933 km/h e la temperatura esterna a 11.3300 mt s.l.m. è di -60°C…sticazzi se penso che a volte sentiamo freddo al Cimone con -10°. Il volo dura 1h e 30 e scorre in un baleno. Sorvolando l’Ungheria vengo colpito dalla pianura che contraddistingue il territorio, ricoperto dalle più varie tonalità di verde. Atterriamo e con il taxi (19 euro 40 minuti di tragitto – tanto per fare un paragone la navetta Sita stazione Smn – aeroporto costa 4.50 euro) raggiungiamo l’albergo in centro, di nuova costruzione e caratterizzato dallo sviluppo in verticale dell’edificio. Bello lo stile semplice con cui è arredato, l’utilizzo di parquet neutro e grezzo che ancora emana l’odore del legno al naturale. Questa la hall.

Lardo piccante
In salamoia agrodolce
Il tempo passa camminando. E la sera…il crollo. Le 8 ore di sonno non sono mai state così apprezzate. Fungono da ricarica per il giorno dopo associate alla colazione dove si apprezza in particolare una torta salata-frittata che spicca per la delicatezza come del resto tutta la cucina ungherese che mi ha stupito davvero per leggerezza e importanza dei sapori.


