SAXÅN RUND

premessa: parlando di ikea parto un po’ prevenuto, non amo le cose troppo standardizzate e "global", e l’idea che un tizio a Katmandu possa comprare lo stesso identico oggetto che c’è nel mio salotto mi inquieta un po’…comunque sia, …

premessa: parlando di ikea parto un po’ prevenuto, non amo le cose troppo standardizzate e "global", e l’idea che un tizio a Katmandu possa comprare lo stesso identico oggetto che c’è nel mio salotto mi inquieta un po’…

comunque sia, complice il ritardo dell’inverno e la mancata apertura degli inpianti decido di fare un giro all’ikea, sabato 9 dicembre: esatto, proprio una di quelle giornate in cui tutti ci vanno, anche a Katmandu 😉

giro un po’ .. o meglio, eseguo diligentemente il percorso studiato da esperti di marketing in una località svedese (che comunque soffre ugualmente di carenza di neve.. ahime) e ad un certo punto segno sul taccuino l’oggetto dei desideri: un meraviglioso puff, che da solo simboleggia la parola "relax"

continuo il giro, facendo slalom tra bambini capricciosi e buste gialle piene di roba standard, fiducioso nella mia coppia di numeri che significano "scaffale" e "posto"; scendo in magazzino ma, grave errore, non ho preso il carrello! torno indietro di quei 7/8 chilometri, e rimango per un attimo affascinato dalla macchina "distribuisci-carrelli".. ah.. l’era dell’automazione..

mi riprendo.. corro alle giuste coordinate ma, colpo di scena! l’oggetto dei miei desideri c’è, ma manca il rivestimento che avevo scelto: questa è una maledizione, la mia seconda volta all’ikea ed è la seconda volta che quello che voglio è finito.. mestamente abbandono il carrello e mi avvicino alle casse con una busta gialla con un po’ di cose standard, sognando la neve che si scorge da Katmandu…


photo: www.steffengorgas.com

Con un pò di zucchero…la pillola…

Partiamo da ieri sera, quando in macchina alla frase di Lore:" io sto veramente smaniando se non nevica" io butto l’occhio sulla temperatura indicata dal termometro esterno: 13.5°. Un attimo di silenzio, un lampo ed un tuono (e non sono o…

Partiamo da ieri sera, quando in macchina alla frase di Lore:" io sto veramente smaniando se non nevica" io butto l’occhio sulla temperatura indicata dal termometro esterno: 13.5°. Un attimo di silenzio, un lampo ed un tuono (e non sono onomatopee per dare un senso petico al testo…pioveva davvero!) e Lorenzo decide di bloggare la foto del termometro via sms, quasi a voler definitivamente "tatuare" a dicembre questo fronte di temperature sopra la media che rendono impossibile la caduta del bene più prezioso: la neve.
Arriviamo a Firenze, già i lungarni congestionano di auto dalle quali si scorgono ragazze addobbate (ma gli addobbi non si mettevano agli abeti???) e neopatentati in cerca del posto macchina più vicino possibile all’ingresso del locale scelto…fare due passi, no eh? Io alla guida, Lore very smooth in ascolto di buone onde radio; decido in poco tempo che non ce la posso fare…il traffico congestionato anche di giorno di festa, i clacson, le 4 frecce accese ovunque come su una pista d’atterraggio. Guardo Lorenzo e gli dico: "dove ti lascio? Dove sono gli altri?" Li chiamiamo e fortunantamente sono lì a due passi con la macchina. Lore scende, io continuo per altri 10 minuti la mia lotta contro l’ingorgo prima di uscire dal centro e ripercorrere la strada semideserta che mi avrebbe riportato a casa, presto.
Vado a letto sapendo che questa mattina mi sarei svegliato di buona ora (come sempre) per andare ad allenarmi, dispiaciuto per non essere stato con i miei amici, ma non consapevole che il temporale sbattutosi su Firenze nella notte, almeno sul nostro Cimone, avesse contribuito a cambiare un pò il verde panorama degli ultimi tempi.
Pensare che lo scorso 8 dicembre giravamo in park…e ieri abbiamo perso una sera a cercare un parking.

Pretzel

complice un mio collega che oggi se ne è mangiato uno (vecchio di una settimana, dice), parliamo del Pretzelda it.wikipedia.org : Anelli…

complice un mio collega che oggi se ne è mangiato uno (vecchio di una settimana, dice), parliamo del Pretzel

da it.wikipedia.org :

Anelli intrecciati che si trovano come assaggi nei bar e nelle feste di qualsiasi tipo. Hanno funzione di accompagnare l’aperitivo e si racconta, che sia il cibo da merenda, più antico del mondo. Si dice che nei monasteri del sud della Francia e del nord Italia, (610 d.C.) i monaci facessero con i resti dell’impasto delle striscioline che ricordavano le braccia di un bambino incrociate a mo’ di preghiera. I tre buchi che si formavano, rappresentavano la santa trinità.
I monaci davano i pretzel come premio ai fanciulli che imparava a memoria versi e preghiere delle bibbia. Chiamati per tal motivo ‘pretiola’ ovvero ricompensa e poi italianizzati come ‘brachiola’. In seguito, grazie ai misteri che riguardano le trasmigrazioni dei cibi, i ‘pretiola’ attraversarono le Alpi e in Germania divennero conosciuti come Bretzel or Pretzel. Da consumati mezzi crudi, divennero ‘tostati’ grazie a un fornaio che si addormentò sul posto di lavoro.
Ritratti in un libro di preghiere, si dice che fossero augurio di fortuna, prosperità e completezza spirituale. Divennero anche cibo pasquale, in Germania nel 1450.
La leggenda racconta che i pretzels arrivarono nel nuovo mondo sul Mayflower. ma questo non è certo, è certo invece che i pretzels arrivarono sicuramente in America nel 1710, grazie ai tedeschi.

Ingredienti per 2 persone

1 busta di lievito in polvere
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di zucchero
4 tazze di farina
1 grosso uovo sbattuto
sale grosso
acqua calda

Preparazione:

  • Sciogliere il lievito in acqua calda.
  • Aggiungere sale e zucchero ed incorporare la farina lavorando l´impasto per circa 8/10 minuti evitando la formazione di grumi.
  • Coprire con un panno tiepido e lasciare lievitare; dopodiché procedere alla stesura dell´impasto.
  • Tagliare la pasta in piccoli pezzi e farne dei rotoli lunghi.
  • Incrociare i rotoli ottenendo la tipica forma a nodo allentato dei pretzels, posarli su un foglio di carta da forno unto.
  • Spennellare i pretzel con l´uovo e cospargere con il sale grosso.
  • Lasciare lievitare ulteriormente finché non raddoppiano di volume.
  • Infornare a 220°C per una decina di minuti o fino a doratura.

voi direte: e che c’entra con il freestyle? ebbene, si chiama così un trick che di solito si esegue su rail o box.. in cui c’è una rotazione del corpo in uscita dalla struttura, come nel bs noseslide pretzel, in cui lo scivolamento avviene frontalmente e sulla punta della tavola, per poi effettuare la rotazione prima che la tavola tocchi di nuovo la neve; per adesso io riesco solo ad intrecciarmi, come il pretzel appunto, ma forse prima della fine della stagione riuscirò a mostrarvene un assaggio  😉

per ora, eccone un esempio

RWT meets Pilates

Il Metodo Pilates può essere riassunto in questi termini: un programma di fitness pensato e concepito per allungare e rinforzare i muscoli attraverso il controllo dei movimenti. Attraverso lo svolgimento di circa 600 esercizi si mira ad armonizz…

Il Metodo Pilates può essere riassunto in questi termini: un programma di fitness pensato e concepito per allungare e rinforzare i muscoli attraverso il controllo dei movimenti. Attraverso lo svolgimento di circa 600 esercizi si mira ad armonizzare corpo e mente contemporaneamente utilizzando la parte del corpo definita ‘powerhouse’ che consiste in tutta la serie di muscoli connessi al tronco, quindi: l’addome, i glutei, l’interno delle cosce e la zona lombare. Il metodo Pilates si concentra sul movimento controllato dalla ‘powerhouse’ lasciando però libertà di movimento alle estremità.
Storia
Joseph Hubertus Pilates nasce a Dusseldorf, in Germania nel 1880.
Di struttura gracile e fisicamente esile, temendo di poter soccombere alla tubercolosi, molto diffusa all’epoca, iniziò a dedicarsi alla ginnastica con impegno.
Lo scopo era quello di rinforzare la sua struttura per aumentare le sue difese.
Si dedicò a questa disciplina con tale determinazione e tali risultati da venire chiamato all’età di 14 anni a posare per la realizzazione di carte anatomiche del corpo umano.
Cominciò a studiare anatomia e sviluppo muscolare, praticando sport quali lo sci (rigorosamente freestyle) , le immersioni subacquee ed ogni tipo di disciplina atletica.
Nel 1912 si trasferì in Inghilterra dove assunse l’incarico di istruttore di autodifesa presso la scuola di polizia.
Quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale, Pilates fu preso prigioniero nel Lancaster.
La reclusione durò un intero anno ma egli non si perse d’animo e continuò i suoi allenamenti coinvolgendo anche i suoi compagni di prigionia.
Quando nel 1918 la famigerata epidemia di influenza chiamata comunemente "Spagnola" uccise migliaglia di persone, Pilates ebbe modo di notare che nessuno di coloro che si erano sottoposti al suo training fisico era incorso nel contagio.
L’ulteriore trasferimento sull’isola di Man lo mise a confronto con una realtà completamente diversa da quella appena vissuta nel Lancaster.
Il campo era pieno di soldati reduci di guerra, feriti, menomati, immobilizzati dalle malattie.
Pensando al futuro di questi uomini concepì metodi di riabilitazione alternativi e mise insieme dei macchinari "di fortuna" che potessero servire efficacemente allo scopo.
Infatti Pilates, applicando molle e tiranti ai letti dei pazienti faceva in modo che essi ritrovassereo e mantenessero il tono muscolare, pur essendo immobilizzati a letto.
Una volta tornato in Germania, all’inizio degli anni Venti, mise a frutto l’esperienza acquisita durante la prigionia, continuando ad ideare attrezzature per la rieducazione alcune delle quali sono in uso a tutt’oggi.
La sua professione lo portò poi ad Amburgo dove lavorò come addestratore del corpo di polizia e delle nuove reclute fino a quando, nel 1925, il governo tedesco lo invitò a seguire personalmente il piano di allenamento dell’ esercito utilizzando il suo metodo.
In seguito si trasferì negli Stati Uniti; durante il viaggio conobbe una giovane infermiera di nome Clara che sarebbe divenuta sua moglie.
Giunto a New York Pilates aprì uno studio ed insieme a sua moglie Clara cominciò ad approfondire le applicazioni del metodo. Fu in questo periodo che grazie agli studi sulla riabilitazione il metodo Pilates venne impiegato con successo nel mondo della danza instaurando un rapporto destinato a durare nel tempo.
Pilates, che grazie anche alla sua tecnica godeva di ottima salute, morì ultra-ottantenne in seguito alle lesioni riportate durante un incendio negli anni ’60.
Prima di morire Pilates affidò l’arduo compito di proseguire la sua missione nella diffusione della tecnica alla sua devota allieva e collaboratrice per decenni Romana Kryzanowska.
A tutt’oggi Romana Kryzanowska, erede vivente di Joseph Pilates, rappresenta la linea diretta dei suoi insegnamenti

Presente [parlo io :-)]

ringrazio un giorno di aver conosciuto una ragazza in palestra (luogo che odio). Era una lei che si distingueva per il semplice fatto di non essere affatto "abbigliata" da palestra…come me che avevo una camicia da banca tagliata in maniche e colletto. Nel parlare siamo finiti a fare gli addominali…ma come mai avevo pensato di fare. Non fraintendete, però…gli addominali vengono molto stimolati, ma si sceglie di praticare Pilates perchè si vuole arrivare a VIVERE MEGLIO. Parlandone ai  miei compari poi, il fascino dell’attivazione del pavimento pelvico (conosciuto anche dal Foca come Movimento Termico) ha portato tutti [o ne manca uno :-)?] a tirare tardi ogni lunedì sera quando andiamo in trasferta per migliorare il nostro allungamento assiale con Miss Carlotta, che qua sotto ci ha messo nella posizione dell’albero (quando il Pilates incontra lo Yoga).

Presenze riflesse, da sx >> a dx: Sorella Foca, Matteo, Foca, Sconosciuta, Miss Carlotta, Gaia, Altra sconosciuta, Lore, Io. Graziella era alla cassa.

Attesa

purtroppo quest’anno la neve si fa attendere, se penso che l’anno scorso (foto allegata) eravamo già attivi e con la neve anche in paese mi viene da piangere… in momenti come questo il rider comincia a smaniare, con le più svariate mani…

purtroppo quest’anno la neve si fa attendere, se penso che l’anno scorso (foto allegata) eravamo già attivi e con la neve anche in paese mi viene da piangere…

in momenti come questo il rider comincia a smaniare, con le più svariate manifestazioni di squilibrio: c’è chi si iscrive a corsi di pilates, chi va nel negozio di fiducia con la scusa di fare l’assicurazione e ne esce con una nuova tavola sotto braccio.. chi invece scandaglia minuziosamente tutte le offerte di ebay in cerca di quella giusta, ma è solo un tentativo di sedare questo desiderio di allacciarsi la tavola ai piedi..

stanotte altra spolveratina (tipo zucchero a velo su pandoro natalizio).. forse l’inverno sta arrivando davvero

Video story 2005/2006

Il nostro amico Ale ha fatto una raccolta di riprese video della stagione scorsa, ci siamo anche noi!beccatevi l’indirizzohttp://video.google.it/videoplay?docid=8682831278199315357grazie per il bel regalo! noi ricambiamo con un tuo scatto sul jump che …

Il nostro amico Ale ha fatto una raccolta di riprese video della stagione scorsa, ci siamo anche noi!

beccatevi l’indirizzo

http://video.google.it/videoplay?docid=8682831278199315357

grazie per il bel regalo! noi ricambiamo con un tuo scatto sul jump che ci costò molta fatica e a me un bel mal di schiena 😉