Post autocelebrativo

prendete la macchina fotografica della Yle (grazie Yle!!), prestatela al Marsa e scattate quando quasi "fa bruzzico", tanto per restare in tema di modi di dire toscani: lo stile non è impeccabile ma è la prima "C" dell…

prendete la macchina fotografica della Yle (grazie Yle!!), prestatela al Marsa e scattate quando quasi "fa bruzzico", tanto per restare in tema di modi di dire toscani: lo stile non è impeccabile ma è la prima "C" della stagione…

e prima che inizi nuovamente l’enfer…

La neve non ha accompagnato il nostro passaggio dal 2006 al 2007, tuttavia proprio questa mancanza mi ha portato a scoprire Sestola da altri punti di vista, i famosi b-side di cui si sente tanto parlare forse più perchè fa giusto dire b-s…

La neve non ha accompagnato il nostro passaggio dal 2006 al 2007, tuttavia proprio questa mancanza mi ha portato a scoprire Sestola da altri punti di vista, i famosi b-side di cui si sente tanto parlare forse più perchè fa giusto dire b-side che per il senso della parola, comunque…Ho finalmente visitato (fascinosa complice miss Carlotta) il castello che domina il paese, dal quale si può godere di una bella vista: chiaro che se un polveroso manto bianco avesse ricoperto tutto il fondovalle un paesaggio normale si sarebbe ben presto trasformato in paesaggio incantato, ma dicono che non bisogna credere alle favole…e forse è per questo che non crediamo neanche alle previsioni meteo, sempre più tecnologiche…sempre più false. Non so se la neve arriverà, ma la foto si.

Come in ogni situazione che ti va di vivere il tempo vola…sembra sia scandito da un’altra unità di misura rispetto a quella che solitamente lo accompagna durante le giornate lavorative: l’uomo ha inventato molte cose, purtroppo non ancora il tasto da premere per fermare il tempo, ma in compenso abbiamo lo snowboard 🙂 di cui in questi giorni abbiamo conosciuto alcuni lati fino ad ora sconosciuti, primo fra tutti il senso di soddisfazione che ti pervade dopo aver spalato per un’ora e mezzo neve ghiacciata per rendere possibile la preparazione delle "cassette". Proprio i box hanno animato i nostri giorni sulla poca neve che c’era: gli approcci definitivi al frontside-boardslide (condotto da Lore con una "principiante maestria" anche se lui, da buon modesto sostiene il contrario), Bobo che aumenta il passo ed conseguenza il suo stile nel fare i bank (anche se aspetta ancora un ginocchio nuovo da un babbo natale in ritardo sulla consegna), io che chiudo la prima C della mia carriera…Yo-rider, Yo!!!
Poi belli i momenti in casa: le incazzature fra clessidra e mimotto, Massimo maestro nel riassetto after-breakfast, le spezie di miss Carlotta che hanno accompagnato carne e pesce aprendo le porte ai nuovi sapori, il pesto delle spezzine d.o.c., la corse di Wallace (cane di Travis Parker abitante del piano attico) bisognoso di bromuro (o meglio di cangetta :-), il fumo di sigaretta che trasforma la cucina in sala carte del circolo (ma guardate cosa si arriva ad apprezzare…), Davidino (anche se in crisi mistica) ed i suoi: "alòra???".
6 gennaio anno astrale 2007. Sestola festeggerà l’epifania come tutti gli anni con una fiaccolata in notturna sulla neve che invece, quest’anno non c’è. Io e gli altri siamo già rientrati a Firenze: non so per gli altri, ma io sono veramente riuscito a "staccare". Sento che il capoluogo fiorentino mi sta già stretto se penso agli imminenti ricordi e alla tanta, forse troppa, voglia di iniziare tutto dall’inizio, sicuramente al grido di una parola comune a tutti i rider. Qual’è ve la dice Lore qui sotto.
Speciali ringraziamenti ai compagni di viaggio.

L’anno venturo ci sbarbiamo…

.. e ci buttiamo sul tropico … la neve non è arrivata.. a questo punto non so neanche se sperarci o no.. ma i ragazzi dello snowpark, con l’aiuto delle poderose "braccia di seitan" di qualcuno di noi, sono riusciti a metter su una li…

.. e ci buttiamo sul tropico …

la neve non è arrivata.. a questo punto non so neanche se sperarci o no.. ma i ragazzi dello snowpark, con l’aiuto delle poderose "braccia di seitan" di qualcuno di noi, sono riusciti a metter su una linea di box (già testata anche dal mio fondoschiena) di tutto rispetto: neve sulle piste ne abbiamo ben poca, artificiale e ghiacciata, e per non rischiare di passare tutto il tempo a tavola o a sparare cazzate (e in questi giorni ne sono volate tante) abbiamo inaugurato queste "cassette"

tante altre cose sono successe.. la notte di capodanno a ballare in strada con la musica di Casarranda.. i crostini toscani ed il cinghiale in umido (riusciamo anche a mangiarci il nostro logo), la depressione per il meteo e i propositi di farsi un giorno all’Alpe di Siusi mordi e fuggi, i sorrisi delle bionde, Matteo e Alice, i morsi di Wallace e l’immancabile proiezione di "Vacanze di Natale ’83": la visita del Lore "InnoDb", il menù cinghiale-capriolo-funghi-pomodoro.. i tortelli..  il livido della Claudia e i turni doccia.. e "apri che c’è un po’ di aria pesante"…

buon 2007

Questione di stile

dopo la prima uscita ci siamo accorti che quest’anno i colori dominanti nell’abbigliamento dei rider saranno il bianco e il verde pisello, evidentemente il video del team Forum Snowboards ha fatto breccia nei cuori (e nel portafogli) di molti maniaci d…

dopo la prima uscita ci siamo accorti che quest’anno i colori dominanti nell’abbigliamento dei rider saranno il bianco e il verde pisello, evidentemente il video del team Forum Snowboards ha fatto breccia nei cuori (e nel portafogli) di molti maniaci della tavola

tanti domenica scorsa sfoggiavano il completo nuovo, nonostante la neve assomigliasse a poltiglia e il grasso delle seggiovie fosse già in agguato..

parlando di stile, ma qui l’abbigliamento non c’entra, pubblico volentieri questa foto di Marco "Pina" Silvestre, un rider che ha sempre saputo darci consigli senza tirarsela, e che quando c’è da prendere il badile in mano non si tira mai indietro!


.. E così iniziammo ..

combattuto fino all’ultimo se mostrarvi o meno le pietose condizioni del nostro resort preferito, ecco un breve racconto della prima uscita stagionale (parecchio artificiale…)ci svegliamo di buon’ora, non volevamo arrivare impreparati all’appuntament…

combattuto fino all’ultimo se mostrarvi o meno le pietose condizioni del nostro resort preferito, ecco un breve racconto della prima uscita stagionale (parecchio artificiale…)

ci svegliamo di buon’ora, non volevamo arrivare impreparati all’appuntamento con il nostro "pro" di fiducia, sicchè alle 9:30 siamo già al Passo del Lupo: il quadro è desolante.. Corrado, punto di ristoro ufficiale è chiuso, girano solo due seggiovie e la neve sembra peggiore di quella di fine stagione..

giriamo un po’ per sgranchirci.. un po’ di fakie, qualche ollie e qualche trick da fare in pista, il passo (leggi "distanza fra gli attacchi") che avevo la scorsa stagione e che ho prontamente reimpostato sembra troppo largo anche ai miei adduttori…

dopo un po’, stufi anche di rifare la stessa pista per la sesta volta ecco Davide, che si presenta subito con un simpatico frontflip spaccaschiena e con un po’ di amici: a proposito, oggi abbiamo avuto modo di conoscere persone con cui ci si scambiava solo un "ciao" ..  i nuovi incontri valgono un inizio di stagione così-così meteorologicamente parlando..


giriamo un po’ con l’allegra brigata, poi pranzo al self-tuttograsso-service e poi ci spostiamo in macchina al lago della ninfa…
lì troviamo altri due amici muniti di badile.. due chiacchiere e decidiamo di modificare un mucchio di neve e creare un invito praticamente sui sassi: la prestanza fisica di alcuni membri della banda ci consente di mettere su il tutto in poco tempo..


… no , Davide non sta pregando.. sta solo preparando la transizione per il salto 😉

una volta pronto e e sotto una pioggerellina che se solo ci fossero zero gradi sarebbe neve.. proviamo tutti a saltare, e considerato il fatto che è la prima uscita non ci si puo’ proprio lamentare.. ecco però chi ha dato il meglio di sé 😉

SAXÃ…N RUND

premessa: parlando di ikea parto un po’ prevenuto, non amo le cose troppo standardizzate e "global", e l’idea che un tizio a Katmandu possa comprare lo stesso identico oggetto che c’è nel mio salotto mi inquieta un po’…comunque sia, …

premessa: parlando di ikea parto un po’ prevenuto, non amo le cose troppo standardizzate e "global", e l’idea che un tizio a Katmandu possa comprare lo stesso identico oggetto che c’è nel mio salotto mi inquieta un po’…

comunque sia, complice il ritardo dell’inverno e la mancata apertura degli inpianti decido di fare un giro all’ikea, sabato 9 dicembre: esatto, proprio una di quelle giornate in cui tutti ci vanno, anche a Katmandu 😉

giro un po’ .. o meglio, eseguo diligentemente il percorso studiato da esperti di marketing in una località svedese (che comunque soffre ugualmente di carenza di neve.. ahime) e ad un certo punto segno sul taccuino l’oggetto dei desideri: un meraviglioso puff, che da solo simboleggia la parola "relax"

continuo il giro, facendo slalom tra bambini capricciosi e buste gialle piene di roba standard, fiducioso nella mia coppia di numeri che significano "scaffale" e "posto"; scendo in magazzino ma, grave errore, non ho preso il carrello! torno indietro di quei 7/8 chilometri, e rimango per un attimo affascinato dalla macchina "distribuisci-carrelli".. ah.. l’era dell’automazione..

mi riprendo.. corro alle giuste coordinate ma, colpo di scena! l’oggetto dei miei desideri c’è, ma manca il rivestimento che avevo scelto: questa è una maledizione, la mia seconda volta all’ikea ed è la seconda volta che quello che voglio è finito.. mestamente abbandono il carrello e mi avvicino alle casse con una busta gialla con un po’ di cose standard, sognando la neve che si scorge da Katmandu…


photo: www.steffengorgas.com

Con un pò di zucchero…la pillola…

Partiamo da ieri sera, quando in macchina alla frase di Lore:" io sto veramente smaniando se non nevica" io butto l’occhio sulla temperatura indicata dal termometro esterno: 13.5°. Un attimo di silenzio, un lampo ed un tuono (e non sono o…

Partiamo da ieri sera, quando in macchina alla frase di Lore:" io sto veramente smaniando se non nevica" io butto l’occhio sulla temperatura indicata dal termometro esterno: 13.5°. Un attimo di silenzio, un lampo ed un tuono (e non sono onomatopee per dare un senso petico al testo…pioveva davvero!) e Lorenzo decide di bloggare la foto del termometro via sms, quasi a voler definitivamente "tatuare" a dicembre questo fronte di temperature sopra la media che rendono impossibile la caduta del bene più prezioso: la neve.
Arriviamo a Firenze, già i lungarni congestionano di auto dalle quali si scorgono ragazze addobbate (ma gli addobbi non si mettevano agli abeti???) e neopatentati in cerca del posto macchina più vicino possibile all’ingresso del locale scelto…fare due passi, no eh? Io alla guida, Lore very smooth in ascolto di buone onde radio; decido in poco tempo che non ce la posso fare…il traffico congestionato anche di giorno di festa, i clacson, le 4 frecce accese ovunque come su una pista d’atterraggio. Guardo Lorenzo e gli dico: "dove ti lascio? Dove sono gli altri?" Li chiamiamo e fortunantamente sono lì a due passi con la macchina. Lore scende, io continuo per altri 10 minuti la mia lotta contro l’ingorgo prima di uscire dal centro e ripercorrere la strada semideserta che mi avrebbe riportato a casa, presto.
Vado a letto sapendo che questa mattina mi sarei svegliato di buona ora (come sempre) per andare ad allenarmi, dispiaciuto per non essere stato con i miei amici, ma non consapevole che il temporale sbattutosi su Firenze nella notte, almeno sul nostro Cimone, avesse contribuito a cambiare un pò il verde panorama degli ultimi tempi.
Pensare che lo scorso 8 dicembre giravamo in park…e ieri abbiamo perso una sera a cercare un parking.

RWT meets Pilates

Il Metodo Pilates può essere riassunto in questi termini: un programma di fitness pensato e concepito per allungare e rinforzare i muscoli attraverso il controllo dei movimenti. Attraverso lo svolgimento di circa 600 esercizi si mira ad armonizz…

Il Metodo Pilates può essere riassunto in questi termini: un programma di fitness pensato e concepito per allungare e rinforzare i muscoli attraverso il controllo dei movimenti. Attraverso lo svolgimento di circa 600 esercizi si mira ad armonizzare corpo e mente contemporaneamente utilizzando la parte del corpo definita ‘powerhouse’ che consiste in tutta la serie di muscoli connessi al tronco, quindi: l’addome, i glutei, l’interno delle cosce e la zona lombare. Il metodo Pilates si concentra sul movimento controllato dalla ‘powerhouse’ lasciando però libertà di movimento alle estremità.
Storia
Joseph Hubertus Pilates nasce a Dusseldorf, in Germania nel 1880.
Di struttura gracile e fisicamente esile, temendo di poter soccombere alla tubercolosi, molto diffusa all’epoca, iniziò a dedicarsi alla ginnastica con impegno.
Lo scopo era quello di rinforzare la sua struttura per aumentare le sue difese.
Si dedicò a questa disciplina con tale determinazione e tali risultati da venire chiamato all’età di 14 anni a posare per la realizzazione di carte anatomiche del corpo umano.
Cominciò a studiare anatomia e sviluppo muscolare, praticando sport quali lo sci (rigorosamente freestyle) , le immersioni subacquee ed ogni tipo di disciplina atletica.
Nel 1912 si trasferì in Inghilterra dove assunse l’incarico di istruttore di autodifesa presso la scuola di polizia.
Quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale, Pilates fu preso prigioniero nel Lancaster.
La reclusione durò un intero anno ma egli non si perse d’animo e continuò i suoi allenamenti coinvolgendo anche i suoi compagni di prigionia.
Quando nel 1918 la famigerata epidemia di influenza chiamata comunemente "Spagnola" uccise migliaglia di persone, Pilates ebbe modo di notare che nessuno di coloro che si erano sottoposti al suo training fisico era incorso nel contagio.
L’ulteriore trasferimento sull’isola di Man lo mise a confronto con una realtà completamente diversa da quella appena vissuta nel Lancaster.
Il campo era pieno di soldati reduci di guerra, feriti, menomati, immobilizzati dalle malattie.
Pensando al futuro di questi uomini concepì metodi di riabilitazione alternativi e mise insieme dei macchinari "di fortuna" che potessero servire efficacemente allo scopo.
Infatti Pilates, applicando molle e tiranti ai letti dei pazienti faceva in modo che essi ritrovassereo e mantenessero il tono muscolare, pur essendo immobilizzati a letto.
Una volta tornato in Germania, all’inizio degli anni Venti, mise a frutto l’esperienza acquisita durante la prigionia, continuando ad ideare attrezzature per la rieducazione alcune delle quali sono in uso a tutt’oggi.
La sua professione lo portò poi ad Amburgo dove lavorò come addestratore del corpo di polizia e delle nuove reclute fino a quando, nel 1925, il governo tedesco lo invitò a seguire personalmente il piano di allenamento dell’ esercito utilizzando il suo metodo.
In seguito si trasferì negli Stati Uniti; durante il viaggio conobbe una giovane infermiera di nome Clara che sarebbe divenuta sua moglie.
Giunto a New York Pilates aprì uno studio ed insieme a sua moglie Clara cominciò ad approfondire le applicazioni del metodo. Fu in questo periodo che grazie agli studi sulla riabilitazione il metodo Pilates venne impiegato con successo nel mondo della danza instaurando un rapporto destinato a durare nel tempo.
Pilates, che grazie anche alla sua tecnica godeva di ottima salute, morì ultra-ottantenne in seguito alle lesioni riportate durante un incendio negli anni ’60.
Prima di morire Pilates affidò l’arduo compito di proseguire la sua missione nella diffusione della tecnica alla sua devota allieva e collaboratrice per decenni Romana Kryzanowska.
A tutt’oggi Romana Kryzanowska, erede vivente di Joseph Pilates, rappresenta la linea diretta dei suoi insegnamenti

Presente [parlo io :-)]

ringrazio un giorno di aver conosciuto una ragazza in palestra (luogo che odio). Era una lei che si distingueva per il semplice fatto di non essere affatto "abbigliata" da palestra…come me che avevo una camicia da banca tagliata in maniche e colletto. Nel parlare siamo finiti a fare gli addominali…ma come mai avevo pensato di fare. Non fraintendete, però…gli addominali vengono molto stimolati, ma si sceglie di praticare Pilates perchè si vuole arrivare a VIVERE MEGLIO. Parlandone ai  miei compari poi, il fascino dell’attivazione del pavimento pelvico (conosciuto anche dal Foca come Movimento Termico) ha portato tutti [o ne manca uno :-)?] a tirare tardi ogni lunedì sera quando andiamo in trasferta per migliorare il nostro allungamento assiale con Miss Carlotta, che qua sotto ci ha messo nella posizione dell’albero (quando il Pilates incontra lo Yoga).

Presenze riflesse, da sx >> a dx: Sorella Foca, Matteo, Foca, Sconosciuta, Miss Carlotta, Gaia, Altra sconosciuta, Lore, Io. Graziella era alla cassa.