dato che comunque "ribollita" rimanda alle vecchie tradizioni fiorentine, vorrei inaugurare una nuova sezione, che tratta di modi di dire o di termini che piano piano stanno scomparendo, e che invece è bene ricordare:ieri sera durante …
dato che comunque "ribollita" rimanda alle vecchie tradizioni fiorentine, vorrei inaugurare una nuova sezione, che tratta di modi di dire o di termini che piano piano stanno scomparendo, e che invece è bene ricordare:
ieri sera durante la cena con la squadra di calcio, un mio ex compagno di squadra, ora dirigente accompagnatore, ha così commentato l’arrivo del vassoio della carne:
"questo magro gli ha un po’ visuccio"
nel senso che non gli sembrava un gran ché…
un plauso a "Crostino" per avermi dato spunto per la nuova categoria "Parole dal passato"
dopo la segnalazione di "Rambo", altro rider del Cimone, che mi aveva fatto notare che questo nella foto è in realtà "il Morbido" , doveroso omaggio fotografico, il soprannome calza a pennello ;-…
dopo la segnalazione di "Rambo", altro rider del Cimone, che mi aveva fatto notare che questo nella foto è in realtà "il Morbido" , doveroso omaggio fotografico, il soprannome calza a pennello 😉
dopo la prima uscita ci siamo accorti che quest’anno i colori dominanti nell’abbigliamento dei rider saranno il bianco e il verde pisello, evidentemente il video del team Forum Snowboards ha fatto breccia nei cuori (e nel portafogli) di molti maniaci d…
dopo la prima uscita ci siamo accorti che quest’anno i colori dominanti nell’abbigliamento dei rider saranno il bianco e il verde pisello, evidentemente il video del team Forum Snowboards ha fatto breccia nei cuori (e nel portafogli) di molti maniaci della tavola
tanti domenica scorsa sfoggiavano il completo nuovo, nonostante la neve assomigliasse a poltiglia e il grasso delle seggiovie fosse già in agguato..
parlando di stile, ma qui l’abbigliamento non c’entra, pubblico volentieri questa foto di Marco "Pina" Silvestre, un rider che ha sempre saputo darci consigli senza tirarsela, e che quando c’è da prendere il badile in mano non si tira mai indietro!
combattuto fino all’ultimo se mostrarvi o meno le pietose condizioni del nostro resort preferito, ecco un breve racconto della prima uscita stagionale (parecchio artificiale…)ci svegliamo di buon’ora, non volevamo arrivare impreparati all’appuntament…
combattuto fino all’ultimo se mostrarvi o meno le pietose condizioni del nostro resort preferito, ecco un breve racconto della prima uscita stagionale (parecchio artificiale…)
ci svegliamo di buon’ora, non volevamo arrivare impreparati all’appuntamento con il nostro "pro" di fiducia, sicchè alle 9:30 siamo già al Passo del Lupo: il quadro è desolante.. Corrado, punto di ristoro ufficiale è chiuso, girano solo due seggiovie e la neve sembra peggiore di quella di fine stagione..
giriamo un po’ per sgranchirci.. un po’ di fakie, qualche ollie e qualche trick da fare in pista, il passo (leggi "distanza fra gli attacchi") che avevo la scorsa stagione e che ho prontamente reimpostato sembra troppo largo anche ai miei adduttori…
dopo un po’, stufi anche di rifare la stessa pista per la sesta volta ecco Davide, che si presenta subito con un simpatico frontflip spaccaschiena e con un po’ di amici: a proposito, oggi abbiamo avuto modo di conoscere persone con cui ci si scambiava solo un "ciao" .. i nuovi incontri valgono un inizio di stagione così-così meteorologicamente parlando..
giriamo un po’ con l’allegra brigata, poi pranzo al self-tuttograsso-service e poi ci spostiamo in macchina al lago della ninfa… lì troviamo altri due amici muniti di badile.. due chiacchiere e decidiamo di modificare un mucchio di neve e creare un invito praticamente sui sassi: la prestanza fisica di alcuni membri della banda ci consente di mettere su il tutto in poco tempo..
… no , Davide non sta pregando.. sta solo preparando la transizione per il salto 😉
una volta pronto e e sotto una pioggerellina che se solo ci fossero zero gradi sarebbe neve.. proviamo tutti a saltare, e considerato il fatto che è la prima uscita non ci si puo’ proprio lamentare.. ecco però chi ha dato il meglio di sé 😉
eh sì.. dopo innumerevoli cicli di cpu è pronto il dvd della scorsa stagione, eccovi il trailer!se vi piace fatecelo sapere con un commento, ve lo mandiamo!
eh sì.. dopo innumerevoli cicli di cpu è pronto il dvd della scorsa stagione, eccovi il trailer! se vi piace fatecelo sapere con un commento, ve lo mandiamo!
premessa: parlando di ikea parto un po’ prevenuto, non amo le cose troppo standardizzate e "global", e l’idea che un tizio a Katmandu possa comprare lo stesso identico oggetto che c’è nel mio salotto mi inquieta un po’…comunque sia, …
premessa: parlando di ikea parto un po’ prevenuto, non amo le cose troppo standardizzate e "global", e l’idea che un tizio a Katmandu possa comprare lo stesso identico oggetto che c’è nel mio salotto mi inquieta un po’…
comunque sia, complice il ritardo dell’inverno e la mancata apertura degli inpianti decido di fare un giro all’ikea, sabato 9 dicembre: esatto, proprio una di quelle giornate in cui tutti ci vanno, anche a Katmandu 😉
giro un po’ .. o meglio, eseguo diligentemente il percorso studiato da esperti di marketing in una località svedese (che comunque soffre ugualmente di carenza di neve.. ahime) e ad un certo punto segno sul taccuino l’oggetto dei desideri: un meraviglioso puff, che da solo simboleggia la parola "relax"
continuo il giro, facendo slalom tra bambini capricciosi e buste gialle piene di roba standard, fiducioso nella mia coppia di numeri che significano "scaffale" e "posto"; scendo in magazzino ma, grave errore, non ho preso il carrello! torno indietro di quei 7/8 chilometri, e rimango per un attimo affascinato dalla macchina "distribuisci-carrelli".. ah.. l’era dell’automazione..
mi riprendo.. corro alle giuste coordinate ma, colpo di scena! l’oggetto dei miei desideri c’è, ma manca il rivestimento che avevo scelto: questa è una maledizione, la mia seconda volta all’ikea ed è la seconda volta che quello che voglio è finito.. mestamente abbandono il carrello e mi avvicino alle casse con una busta gialla con un po’ di cose standard, sognando la neve che si scorge da Katmandu…
Anelli intrecciati che si trovano come assaggi nei bar e nelle feste di qualsiasi tipo. Hanno funzione di accompagnare l’aperitivo e si racconta, che sia il cibo da merenda, più antico del mondo. Si dice che nei monasteri del sud della Francia e del nord Italia, (610 d.C.) i monaci facessero con i resti dell’impasto delle striscioline che ricordavano le braccia di un bambino incrociate a mo’ di preghiera. I tre buchi che si formavano, rappresentavano la santa trinità. I monaci davano i pretzel come premio ai fanciulli che imparava a memoria versi e preghiere delle bibbia. Chiamati per tal motivo ‘pretiola’ ovvero ricompensa e poi italianizzati come ‘brachiola’. In seguito, grazie ai misteri che riguardano le trasmigrazioni dei cibi, i ‘pretiola’ attraversarono le Alpi e in Germania divennero conosciuti come Bretzel or Pretzel. Da consumati mezzi crudi, divennero ‘tostati’ grazie a un fornaio che si addormentò sul posto di lavoro. Ritratti in un libro di preghiere, si dice che fossero augurio di fortuna, prosperità e completezza spirituale. Divennero anche cibo pasquale, in Germania nel 1450. La leggenda racconta che i pretzels arrivarono nel nuovo mondo sul Mayflower. ma questo non è certo, è certo invece che i pretzels arrivarono sicuramente in America nel 1710, grazie ai tedeschi.
Ingredienti per 2 persone
1 busta di lievito in polvere 1 cucchiaino di sale 1 cucchiaio di zucchero 4 tazze di farina 1 grosso uovo sbattuto sale grosso acqua calda
Preparazione:
Sciogliere il lievito in acqua calda.
Aggiungere sale e zucchero ed incorporare la farina lavorando l´impasto per circa 8/10 minuti evitando la formazione di grumi.
Coprire con un panno tiepido e lasciare lievitare; dopodiché procedere alla stesura dell´impasto.
Tagliare la pasta in piccoli pezzi e farne dei rotoli lunghi.
Incrociare i rotoli ottenendo la tipica forma a nodo allentato dei pretzels, posarli su un foglio di carta da forno unto.
Spennellare i pretzel con l´uovo e cospargere con il sale grosso.
Lasciare lievitare ulteriormente finché non raddoppiano di volume.
Infornare a 220°C per una decina di minuti o fino a doratura.
voi direte: e che c’entra con il freestyle? ebbene, si chiama così un trick che di solito si esegue su rail o box.. in cui c’è una rotazione del corpo in uscita dalla struttura, come nel bs noseslide pretzel, in cui lo scivolamento avviene frontalmente e sulla punta della tavola, per poi effettuare la rotazione prima che la tavola tocchi di nuovo la neve; per adesso io riesco solo ad intrecciarmi, come il pretzel appunto, ma forse prima della fine della stagione riuscirò a mostrarvene un assaggio 😉